Cari Borgodalesi,
siamo lieti di condividere con Voi la proposta curata dal Gruppo “L’Archivi e ij Carti dël Borgh” (che ringraziamo per la collaborazione) di riscoprire un po’ di storia del nostro paese, attraverso una rubrica mensile.
Dal Nòs Archivi, ogni mese, una notizia su aneddoti, eventi, accadimenti o personaggi che ci ricorderanno, o sveleranno, informazioni storiche di Borgo d’Ale: il DNA BORGHIN.

Gennaio 1654 – LA PESTE

Si aggrava l’epidemia i cui primi segni erano apparsi a dicembre, quando era iniziata una misteriosa mortalità di uomini. Gli amministratori sono preoccupati e il danno per la comunità è grave perché è privata dei capi di casa. L’ 11 gennaio 1654, la situazione peggiora e, viste inutili le cure, viene proposto di aprire un cadavere per conoscere l’origine del male.

Questa non è che una delle epidemie, che nei secoli XVI e XVII colpirono il Piemonte e particolarmente violente sono state quelle del 1586 e del 1630. Sono scarsi i dati sulla  peste, forse perché vi era l’uso di bruciare i documenti dopo le epidemie e i notai erano restii a parlarne.

Per difendersi dal morbo, la gente ricorreva alla fede e si raccomandava alla Madonna e ai Santi che si riteneva avessero più potere contro questi mali; è con questo scopo che sono stati costruiti l’oratorio di S. Rocco e un altare dedicato a S. Antonio nell’antica chiesa parrocchiale. I molti morti venivano seppelliti nel cimitero antico di Clivolo, di fronte alla chiesa. Nel 1630, si era tentato di preservare il paese dal ” mal contagioso” che dilagava nei luoghi vicini con la chiusura delle porte d’ingresso e con l’isolamento dei malati.

Ora, in assenza di altre proposte, i consoli e gli uomini di Borgo d’Ale esortano la gente, tramite il curato, ad andare in processione ad Oropa e ad offrire l’elemosina alla Madonna per “placare l’ira di Dio”. Il popolo, già indebolito, è invitato a digiunare tre giorni, “mercure, venere e sabato” e a fare elemosine ai poveri. Intanto, buona parte dei capi di casa è morta e la comunità paga i medici per la visita agli infermi; costoro restano in paese quattro giorni, impegnati ad aprire un cadavere per conoscere il male. La comunità, in primavera, si recherà in processione ad Oropa  per esaudire il voto fatto.

“gennaio 2018”
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE